Crescono i prezzi alimentari, rischi per le economie emergenti. Il caso indonesiano: il caro-cibo può frenare la crescita

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Giacarta (TMNews) - Il prezzo degli alimenti è cresciuto del 6% nel mese di luglio, a causa dell'improvviso rialzo dei costi di cereali e zucchero. I dati diffusi dalla Fao, al di fuori del semplice ambito numerico, si traducono in difficoltà e sofferenze reali, che colpiscono anche Paesi dinamici, ma ancora in fase di sviluppo, come l'Indonesia. Qui, in particolare alla fine del Ramadan, le spese per il cibo sono inevitabili e l'aumento dei prezzi complica la vita alle famiglie. "Non possiamo tagliare il cibo - spiega una signora - perché stiamo per ricevere ospiti e amici, ma i soldi a disposizione sono di meno".In Indonesia, dove comunque la crescita resta impressionante: 6,4% nel secondo trimestre dell'anno, i consumi interni sono un elemento decisivo che adesso potrebbe rischiare di frenare."Io sono ottimista - spiega Milan Zavadjil del Fondo monetario internazionale - ma ciò non significa che non siano necessarie misure di stimolo alla crescita, soprattutto nel settore delle infrastrutture e della formazione professionale".Al di là delle valutazioni generali, che comprendono anche il mercato delle auto, cruciale nel panorama economico indonesiano, restano le preoccupazioni legate al costo degli alimenti, e anche alla loro reperibilità. La siccità negli Stati Uniti ha infatti fatto scomparire il tofu e il formaggio di soia dai mercati di Giakarta per tre giorni, e subito dopo i prezzi sono aumentati in maniera sensibile, mettendo in difficoltà migliaia di poveri. Poiché l'Indonesia importa la metà del fabbisogno di questi alimenti, si capisce l'importanza di potenziare il settore, per evitare che crisi e rincari possano mettere in ginocchio una società che, per molti aspetti, resta dinamica e pronta a crescere.

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