Cina, l'inflazione frena: Pechino pensa a misure per la crescita. Prezzi crescono solo dell'1,8%, la crisi si fa sentire

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Pechino (TMNews) - Continua a calare l'inflazione in Cina, che per il mese di luglio si attesta su un +1,8%, rispetto al +2,2% di giugno e al +3% di maggio. Un dato che testimonia, tra le altre cose, le difficoltà nel sostegno ai consumi interni, obiettivo strategico del governo di Pechino in un momento nel quale si registra un costante calo della domanda di esportazioni dal resto del mondo. Con un tasso di crescita annuale che, anch'esso, rallenta di mezzo punto percentuale tra aprile e giugno, attestandosi a +7,6%, la sensazione è che la seconda economia del mondo possa proseguire la propria frenata anche nei prossimi mesi. Per questo il governo cinese sta prendendo delle misure che vanno soprattutto nel senso di stimolare la ripresa, con il taglio dei tassi d'interesse sui prestiti e la diminuzione delle somme di denaro che le banche devono mantenere come riserva. Ma le politiche di stimolo, a fronte comunque di una domanda interna che resta intensa, così come restano buoni i dati sulle vendite al dettaglio, potrebbero essere anche più aggressive. E chissà che la strada che imboccherà Pechino non possa essere quantomeno fonte di ispirazione per i governi europei che, in condizioni ben più difficili e meno dirigiste, stanno provando a rilanciarsi dopo la crisi.(Immagini Afp)

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