Epidemia di Ebola in Uganda, le telecamere nell'ospedale. Medici con attrezzature inadeguate per contenere il contagio

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Kagadi (TMNews) - L'Uganda, paese dell'Africa centro-orientale, è alle prese con una grave epidemia di virus Ebola, malattia per molti versi ancora misteriosa e letale, capace di indurre in chi ne è affetto continue emorragie e atroci sofferenze. Si ritiene che i primi casi di contagio risalgano alla metà di luglio 2012 e al momento ci sono una quindicina di vittime. L'Organizzazione mondiale della Sanità sostiene che l'epidemia sia sotto controllo ma la situaizone sembra essere tutt'altro che serena, soprattutto vista la scarsità di mezzi a disposizione di medici e infermieri per cercare di arginare il contagio. Qui siamo nell'ospedale di Kagadi dove sono stati portati i primi contagiati. Le divise indossate dagli operatori non sono sufficienti a garantirne la sicurezza perché sono di cotone e potrebbero impregnarsi del sangue o dei fluidi corporei dei pazienti che trasmettono il virus, così letale da richiedere la massima cautela possibile. Per questo è necessario indossare anche tute e copricapi di plastica per evitare di lasciar esposti anche solo pochi centimentri di pelle."All'inizio dell'epidemia - spiega Henry Grey, capo dell'unità di crisi - è facile entrare in contatto con i pazienti e contrarre il virus divenendo noi stessi un veicolo di contagio. Bisogna stare molto attenti".Al momento ci sono circa una trentina di casi accertati, due dei quali particolarmente gravi. Questo ospedale rappresenta la "prima linea" contro la diffusione dell'Ebola, per la quale non esiste una vera e propria cura: nel 90% dei casi è una malattia che non lascia scampo. Qui - spiegano i medici - si cerca soprattutto di controllare la paura dei pazienti e di tenerli in isolamento in modo da evitare ulteriori contagi.

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