SICILIA TV (Favara) Consegnata la casa alla famiglia Bellavia

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Favara, 23 Gennaio 2010 -- 23 Ottobre 2010, 9 mesi dopo quel tragico sabato mattina che ha scosso l'intera Città. In quel giorno i cittadini di Favara anziché col consueto trillo della sveglia, si sono alzati con il grido delle sirene che accorrevano in Via Del Carmine. La morte delle Sorelle Maianna e Chiara Pia Bellavia nel crollo della loro casa è arrivata in Città come un fulmine a ciel sereno, i segni postumi della tragedia che hanno sconvolto l'assetto urbano dell'intero centro storico sono ancora visibili. Da allora in Città si sono mosse una serie di iniziative volte a dare un sostegno alla sfortunata famiglia Bellavia-Bello. La priorità che la cittadinanza di Favara si era prefissata era quella di donare un tetto ai signori Giuseppe, Giuseppina ed al loro figlio Giovanni. A tal fine lo scorso 5 marzo in Prefettura ad Agrigento si era costituito il Comitato Pro Famiglia Bellavia Presieduto dal professor Giuseppe Mancuso. L'iniziativa aveva subito trovato l'adesione dell'allora Prefetto Umberto Postiglione. Il compito svolto dal Comitato è stato quello di gestire tutte le donazioni che nei mesi sono confluite nei due conti correnti bancari aperti, più naturalmente quelle fatte dai privati e dalle varie Associazioni ed Istituzioni Politiche. Tra questi contributi ricordiamo l'Assegno di 5 mila euro donato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, i 10 mila euro della Cassa Edile di Agrigento, gli 11 mila euro arrivati dai versamenti eseguiti dai privati ed i 19 mila e 300 ero confluiti nel conto aperto dall'Amministrazione Comunale di Favara. La somma complessiva gestita dal Comitato Pro Famiglia Bellavia è stata di 47.465 euro, per l'acquisto della casa con i relativi lavori di ristrutturazione ed arredamento sono stati spesi poco meno di 39 mila euro. Quindi attualmente in cassa rimangono 8.357 euro depositati in un'apposito conto corrente vincolato intestato al piccolo Giovanni. Quest'ultimo è anche l'effettivo proprietario dell'abitazione di Via Sotto Tenente Callea N°24 in quanto il ragazzo scampato alla tragedia, nell'atto trascritto risulta avere la nuda proprietà del fabbricato. La cerimonia di consegna dell'abitazione alla Famiglia Bellavia è stata preceduta da una conferenza svoltasi presso il Castello Chiaramonte di Favara nel corso del quale il Presidente del Comitato Mancuso ha ringraziato quanti si sono spesi nel raggiungimento dello scopo di poter donare un tetto ai coniugi Bellavia al piccolo Giovanni e al fratellino o sorellina in arrivo, ringraziamenti questi fatti anche dallo stesso Giuseppe Bellavia, che ora rivendica il diritto ad avere un posto di lavoro per come gli era stato promesso nei mesi scorsi. Presenti nel Palazzo Medioevale di Piazza Cavour, anche gli altri membri componenti del Comitato, il Deputato Regionale locale Nino Bosco, il Sindaco di Favara Domenico Russello e l'intera giunta ed il primo cittadino di Agrigento Marco Zambuto, per l'occasione non poteva mancare l'Arciprete di Favara don Mimmo Zambito. Particolarmente emozionante è stato il momento di raccoglimento che il Prof. Mancuso ha voluto dedicare in memoria delle sorelle Marianna e Chiara Pia. Subito dopo la conferenza i presenti si sono spostati nella vicina Via S. Ten. Callea dove dopo la benedizione di Don Mimmo la Professoressa Lina Urso in Gucciardino membro del Comitato, ha consegnato le chiavi della nuova casa a Giovanni che ha subito aperto la porta, per poter così prendere possesso di quella che sicuramente, per la famiglia favarese rappresenterà un punto cardine da cui ricominciare a vivere, in attesa tra l'altro che sulla porta bianca del civico 24 venga appeso un fiocco azzurro o rosa. La casa totalmente ristrutturata si sviluppa su tre livelli, al piano terra un grande vano accoglie la cucina, il piano superiore invece è stato adibito a soggiorno, l'ultimo piano accoglie le stanze da letto. Una presenza costante che contraddistingue la nuova casa della Famiglia Bellavia sono le foto delle proprie figlie perse nel crollo. Adesso si spera che i riflettori sulla tragedia che li ha sconvolti si spengano e che possano continuare la propria vita in modo sereno.

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