SICILIA TV (Favara)Case popolari. Si lavora per stilare la graduatoria

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Dopo avere ultimato la copiatura e l'autenticazione dei documenti contenuti nei faldoni relativi ai 56 alloggi di edilizia popolare di contrada Piana dei Peri posti sotto sequestro dall'autorità giudiziaria immediatamente dopo la tragedia di via del Carmine in cui persero la vita le sorelline Bellavia, gli uffici comunali hanno iniziato il lavoro per redigere la graduatoria definitiva di quanti aspirano alle case costruite dall'Iacp.
"La commissione che ha avuto incarico di stilare la graduatoria degli assegnatari -- dice il capo di gabinetto del sindaco, Etta Milioto -- aveva necessità di confrontare i documenti contenuti nelle pratiche con le dichiarazioni rese".
A metterle sotto sequestro furono i carabinieri della locale tenenza, su mandato della Procura della Repubblica di Agrigento, dopo che fu data notizia, anche da organi di stampa nazionali, che la famiglia Bellavia era stata esclusa dall'eventuale assegnazione dell'alloggio pur essendo nel bisogno e avendone i requisiti. Presieduta dal dirigente del Dipartimento Affari Sociali, Orsolina Sorce, e composta da Giuseppe Calabrese e Lillo Sorce, con la Milioto segretaria, la commissione si avvale dell'apporto del geometra Gaspare Sollazzo che sta valutando i risultati di una serie di ispezioni ipotecarie effettuate per il tramite della Conservatoria dei registri immobiliari di Agrigento per accertare se i richiedenti siano nel frattempo venuti in possesso di altri beni immobili.
Dai primi controlli, ben 13 soggetti che si erano utilmente collocati nella prima graduatoria sono stati depennati. Undici perché non hanno prodotto l'ulteriore documentazione richiesta per accertare il mantenimento dei requisiti, uno perché ha rinunciato all'assegnazione dell'alloggio, l'ultimo perché privo del requisito della residenza.
La definizione della graduatoria non consentirà, comunque, di consegnare gli alloggi a chi ne avrà diritto perché prima occorrerà recuperarli dalle gravi azioni di vandalismo cui sono stati sottoposti da circa sette anni. Il recupero sarà effettuato grazie al finanziamento di un milione e 600 mila euro disposto dalla Regione Siciliana.

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