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    SICILIA TV FAVARA - Il bevaio dell'ex Feudo San Benedetto sempre più distrutto

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    siciliatv

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    Quello che vedete nelle immagini è il bevaio dell'ex Feudo San Benedetto a Favara che da 68 anni è collocato lungo la strada statale 640 in prossimità del bivio che dalla Città dell'Agnello Pasquale porta verso la Zona Industriale. Del suo stato di abbandono noi ne avevamo parlato lo scorso 7 maggio con un servizio trasmesso nel notiziario. In quella occasione segnalavamo a chi di competenza la situazione staticamente compromessa del bevaio in quanto un grosso concio in pietra, forse a causa della manovra errata di un camion, rischiava di capitolare per terra. A distanza di quattro mesi quel concio non è stato ricollocato nella sua originale posizione ma a causa degli equilibri statici compromessi e' caduto a terra il concio di chiave dell'arco su cui e' incisa la data di costruzione della fontana stessa, ovvero il 1942 o nel caso di specie il XX° anno dell'era fascista. Momentaneamente per segnalare la pericolosità del sito e' stato adottato un semplice nastro monitore con cui si e' circuito il bevaio che rischia seriamente di collassare. Forse mantenere vivo nel ricordo delle popolazioni locali, con le testimonianze storiche e con i significati che da esse derivano, non sono una priorità per chi invece e' addetto alla loro conservazione e relativa trasmissione alle generazioni future. Forse si e' pensato di eliminare questi bevai perché non assolvono più alle loro funzioni, viste che di greggi di pecore in giro oramai non se ne vedono più e l'acqua corrente arriva nelle case dei cittadini 24 ore su 24, quest'ultima ipotesi naturalmente viene smentita dai lunghi turni di distribuzione idrica a cui e' sottoposta l'intera comunità. Sulle fontane pubbliche, c'e' un forte conflitto di interesse sulle competenze, infatti non e' chiaro a chi spetta la loro manutenzione. Esa, Girgenti Acque, Voltano, Comune una serie di enti nessuno dei cui però almeno fino ad oggi ha messo mano al bevaio di contrada San Benedetto contribuendo così alla sua cancellazione. Noi abbiamo voluto sentire, in merito, il parere della Soprintendenza dei Beni Culturali di Agrigento, da Villa Genuardi ci hanno detto che il bevaio in questione e' sottoposto a vincoli, in quanto trascorsi 50 anni della sua presenza sul territorio, anche se non e' di particolare pregio architettonico, per legge deve essere tutelato. Per quanto riguarda poi il suo mantenimento o le eventuali segnalazioni sullo stato in cui versa il bene in questione, dalla Soprintendenza ci hanno detto che spettano agli enti gestori o proprietari del bevaio, solo dopo aver individuato i problemi ed informato la soprintendenza si pùò procedere alla messa in opera dei lavori di restauro o ripristino. Lavori questi, che trattandosi di un bene vincolato, devono essere supervisionati dalla Soprintendenza stessa. E' impensabile che nel 2010 per il non riposizionamento di un concio di pietra si corra il rischio di far sparire un simbolo che da oltre mezzo secolo contraddistingue quella porzione di territorio. Nell'ottocento ad Agrigento lo scultore palermitano Valerio Villareale insieme ad altri, con un opera di anastilosi, riuscirono a comporre le quattro colonne d'angolo del tempio dei Dioscuri, divenuto nel tempo il simbolo della Città dei Templi, voi pensate che con i mezzi e le potenzialità che la moderna tecnologia offre, non si possa fare niente per salvare il bevaio di Contrada San Benedetto? Speriamo che questo nostro servizio muova le coscienze di chi e' nelle condizioni di mettere in atto tutte quelle soluzioni volte al ripristino del bevaio stesso.