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Il Viale delle Dune a San Leone tra qualche anno potrebbe diventare un lungo canale navigabile, questo è il reale rischio che si corre a causa del preoccupante fenomeno dell'erosione delle Coste che secondo gli studi effettuati dall'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale negli ultimi cinquanta anni in Italia oltre il 45% delle coste denominate basse, come è quella agrigentina, ha subito un arretramento medio di 25 metri. Il tratto di mare da noi visionato è quello della terza spiaggia della frazione balneare agrigentina, e considerando le dimensioni dell'arenile che in quella zona era presente fino a qualche anno fa, le ipotesi degli studiosi potrebbero risultare fin troppo ottimistiche. Negli anni più volte si è cercato di trovare una soluzione al problema, attuando le cosiddette opere di ripascimento ma la scienza insegna che l'erosione, tanto per l'arretramento quanto per l'avanzamento della linea di costa è un fenomeno naturale e che quindi è il mare stesso a determinare gli spostamenti dei sedimenti e così come sottrae sabbia è in grado successivamente di accumularla, da come si può notare dalle dune che in certi punti si sono formate ai bordi della strada. L' intervento dell'uomo per arginare il fenomeno non sempre ha avuto un esito positivo e a volte addirittura ha aggravato la situazione a causa della costruzione di infrastrutture che hanno interrotto il naturale flusso dei sedimenti. Nella nostra Isola sono circa 300 i chilometri di costa soggetta ad erosione, ed in relazione alla situazione sanleonina, se la prima mareggiata della stagione è stata in grado di ridurre in palafitta uno dei locali che da oltre un decennio è presente in spiaggia, nel periodo invernale come si evolverà la situazione? La temporanea soluzione potrebbe essere fornita realmente dal milione di metri cubi di sabbia proveniente dai lavori del Rigassificatore di Porto Empedocle? Nel frattempo non ci resta che osservare la potenza disarmante delle forze della natura.