Advertising Console

    Torino - De Tomaso, Rossignolo agli arresti per truffa (12.07.12)

    Riposta
    Pupia

    per Pupia

    764
    41 visualizzazioni
    http://www.pupia.tv - Torino - De Tomaso, Rossignolo agli arresti per truffa. Sono in corso da questa mattina perquisizioni ed arresti in Piemonte, Lombardia e Toscana. Impegnati 50 Finanzieri del Comando Provinciale di Torino.

    L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino e scaturita dalla vicenda del "fantomatico" investitore cinese che avrebbe dovuto salvare la casa automobilistica, con l'apporto di capitali mai arrivati, riguarda i finanziamenti stanziati dal Ministero del Lavoro, per avviare dei corsi di formazione del personale, in massima parte in cassa integrazione già da gennaio 2010.

    Sono stati infatti erogati dallo Stato 7 milioni e mezzo di euro, destinati all'aggiornamento professionale delle maestranze, nella prospettiva dell'avvio di nuove linee produttive.

    Dagli accertamenti dei Finanzieri, un primo punto fermo: i corsi, finanziati per la totalità dei dipendenti (oltre 1000) nell'arco di tre anni, in realtà non sono mai partiti, se non in minima parte (li hanno iniziati 67 dipendenti e solo per pochi giorni).

    L'inchiesta delle Fiamme Gialle ha consentito di risalire all'effettiva destinazione delle somme, in parte utilizzate per pagare gli stipendi degli operai, ma soprattutto dirottate nelle tasche di manager, consulenti e della proprietà. In particolare, ammontano a circa 400.000 euro le retribuzioni riconosciute in tre mesi ai membri della Famiglia R. ed a dirigenti di fiducia.

    Grazie agli accertamenti bancari, è stato poi ricostruito il pagamento di consulenze ad un mediatore creditizio della provincia di Bergamo, al quale sono andati 1,7 milioni di euro come compenso per aver procurato la polizza fidejussoria richiesta dal Ministero a garanzia del finanziamento concesso, successivamente rivelatasi falsa.

    Arrestate le persone gravemente indiziate della truffa: il patron, finito ai domiciliari perché ultraottantenne, il dirigente della casa automobilistica che ha personalmente istruito la pratica di finanziamento ed il professionista bergamasco che ha fornito all'azienda la polizza falsa.

    Le indagini proseguono ora per ricostruire i singoli passaggi di denaro, individuare così i beneficiari ultimi dei pagamenti e verificare se avevano titolo o meno a ricevere quei soldi.

    Sotto la lente degli investigatori, adesso, un ulteriore finanziamento di circa 6 milioni di euro, concesso alla stessa casa dalla Regione Piemonte per l'adeguamento tecnologico degli impianti di produzione.

    In tempo di "spending review", l'intervento della Guardia di Finanza, sempre seguendo le direttive dei magistrati inquirenti, si inserisce in un più ampio piano di azione, finalizzato a contrastare sprechi e malversazioni, così promuovendo un ottimale impiego delle risorse pubbliche. (12.07.12)