Negato un visto negli Usa per un tattoo della "Santa Muerte". Polemiche per un tatuaggio legato alla criminalità messicana

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Milano (TMNews) - Tattoo e carattere. Sembra questa la nuova frontiera dei controlli statunitensi sull'immigrazione dopo la denuncia di Jose Leonardo Diaz, un cittadino messicano di 25 anni, che sostiene di essersi visto rifiutare il visto d'ingresso a causa dei tatuaggi che porta sulla schiena. Il tattoo incriminato è quello in technicolor della "Santa Muerte" che peraltro non è solo un innocuo e un po' splatter distintivo identitario, in quanto la "Santa morte" rappresenta il santo patrono, per così dire, della criminalità messicana.Le autorità consolari statunitensi sostengono che il rifiuto del visto, in realtà, ha due diverse ragioni: Diaz sarebbe affiliato a organizzazioni criminali ed è rimasto illegalmente negli Usa per oltre 180 giorni. La difesa sostiene che Diaz, sposato con una donna americana che vive in Texas e che gli ha dato tre figli, non ha alcun precedente penale."Il nostro cliente nega vigorosamente qualsiasi collegamento criminale e spiega che il tatuaggio è solo una maniera di espressione. Ma il console continua a tenere in sospeso l'inchiesta".Il dipartimento di Stato spiega che le autorità hanno posto un'attenzione particolare sul collegamento tra alcuni tatuaggi e l'appartenenza a gang criminali per cui i tattoo possono tradire affiliazioni mafiose. Ma la riposta è immediata e pone l'accento su diritti inalienabili come quelli di quanti ritengono i tatuaggi solo un'espressione artistica ed estetica. Mentre la polemica infuria, Diaz e la "Santa Muerte" restano bloccati in Messico.

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