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    Il delfino e il terremoto

    Bestiacane

    per Bestiacane

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    La telecamera e' incuriosita da una presenza insolita. E vola al porticciolo turistico di San Leone, frazione balneare di Agrigento. L'obiettivo ruota a fuoco su di un pesce, e' un delfino. E non e' tanto pesce, ma e' un mammifero acquatico. E infatti per respirare salta su fuori dall'acqua, e poi rientra giu', e poi risalta su. E, purtroppo, il cetaceo e' morto. Chissa' perche'. Se vivessimo ancora in eta' pagana, all' epoca degli dei e dei segni premonitori, allora azzarderemo un ragionamento da Omero, tra Iliade e Odissea. Per chi naviga in mare, i delfini che saltano contenti annunciano l'arrivo dei venti. Il delfino morto invece e' stato profezia di calamita'. Non il vento ma una scossa di terremoto, ieri sera, forza 2,3, alle ore 20.38, tra le province di Trapani e Agrigento, con epicentro a 12 chilometri e 600 metri di profondita', tra Santa Margherita Belice, Montevago, Menfi e Poggioreale. Paganesimo e azzardo a parte, il delfino forse sara' morto di morte naturale. Pero', e' strano che sia un delfino solitario, perche' i delfini vivono in gruppi, e non si disperdono mai. Forse allora il delfino sanleonino si sara' smarrito, e senza piu' orientamento, forse, sara' stato ferito da una barca, forse anche un peschereccio, magari pescante a strascico. O, ancora forse, si sara' infranto sugli scogli, o altro. La telecamera e' stata attirata dalla curiosita' che e' serpeggiata al porticciolo, dal canto del cigno del delfino, che il destino ha trascinato dalla vita nel mare alla morte ad Agrigento, a primavera quasi conclusa, verso l'estate, con un delfino in meno.