Il pianista della Concordia racconta: "La mano dell'uomo c'era". Dopo sei mesi di silenzio l'artista racconta la sua versione

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Taormina (TMNews) - Ha ancora negli occhi la tragedia e dopo sei mesi di silenzio, il pianista della Costa Concordia, il taorminese Maurizio Filistad, parla per la prima volta del naufragio dell'isola del Giglio, dove lo scorso 13 gennaio morirono 32 persone e risponde alla recente intervista del comandante Francesco Schettino: "Non si può dire è successo così. E' successo per qualche cosa, per qualche motivo: la mano dell'uomo c'era, comunque. Può essere anche vero quello che dice il comandante, perché, per carità, io non conosco queste carte, diceva che questo scoglio non era segnato nelle sue carte, comunque io non so com'è la storia, so che soltanto che sono morte trenta persone"Al momento dell'urto il pianista della Concordia, qualche minuto dopo aver finito il suo set, si trovava al bar insieme ad altri colleghi musicisti, il ricordo di quegli attimi tragici resta vivissimo:"Ricordo soprattutto le urla dei bambini, quella è qualcosa tremenda".

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