Guerra in Afghanistan, Pakistan riapre vie di rifornimento Nato. Chiuse per bombardamento Isaf che uccise 24 soldati pachistani

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Islamabad (TMNews) - Per oltre 7 mesi, i veicoli che trasportano i vitali rifornimenti per le truppe Nato dal Pakistan in Afghanistan sono rimasti fermi, coperti da teloni sempre più impolverati. Affrontare altre strade costava ai contribuenti oltre 100 milioni di dollari al mese. Il tutto per evitare le scuse ufficiali chieste da Islamabad a Washington per il bombardamento dell'Isaf dello scorso novembre in cui erano rimasti uccisi 24 soldati pachistani.Ora finalmente lo sblocco di una situazione paradossale. "Ho presentato le nostre sincere condoglianze alle famiglie dei soldati pachistani che hanno perso la vita", ha dichiarato il segretario di Stato americano Hillary Clinton in un comunicato.L'accordo per il rifornimento dovrebbero permettere di migliorare le relazioni fra i due Paesi ulteriormente deteriorate negli ultimi tempi, specie dopo il raid americano che ha ucciso Osama bin Laden nel maggio 2011, nel nord del Pakistan.Come spiega un esperto statunitense, Washington si era chiusa in un cul de sac "Abbiamo fatto una montagna di un monticello da formicaio. Il danno provocato dal deteriorarsi delle relazioni con il Pakistan, in Afghanistan e nell'intera regione, è molto più alto del riconoscimento onesto degli errori commessi"

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