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    Il padre racconta Amy Winehouse: "Il marito la sua vera droga". Esce il libro di Mitch sulla figlia: Era una donna fortissima

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    askanews

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    Milano, (TMNews) - "Amy, mia figlia". Mitch Winehouse racconta Amy in una biografia così intitolata, a un anno dalla scomparsa della cantante, morta il 23 luglio 2011. Nelle 320 pagine il racconto della vita tumultuosa di una diva del soul, dall'infanzia al successo planetario, passando per gli anni difficili della dipendenza dalla droga, realizzato da chi si definisce "il suo più vicino consigliere, ispiratore e migliore amico".Ex tassista e cantate jazz, Mitch si sofferma sui problemi della figlia con l'eroina e l'alcol: una lotta, la prima, che Amy aveva vinto da tre anni. "Amy aveva chiuso con la droga" racconta Mitch, che vuole smentire alcune voci sulle cause della morte della figlia. Poi punta il dito contro l'ex marito della cantante Blake Fielder-Civil, ritenuto responsabile di aver fatto entrare l'eroina nella vita della cantante e definito "la sua unica, vera debolezza". "Era una ragazza formidabile, una ragazza normale, una donna fortissima, altrimenti non sarebbe riuscita a convivere con il suo inferno, e alla fine a venirne fuori" ricorda il papà.I profitti derivati dalle vendite del libro di Mitch Winehouse, che contiene anche foto inedite della cantante, andranno alla Fondazione Amy Winehouse, creata da lui dopo la morte della figlia.(immagini AFP)