Obama quattro anni dopo: il mondo lo ama molto di meno. Europa e Giappone lo sostengono, ma nei Paesi "caldi" va male

askanews

per askanews

901
15 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Washington (TMNews) - Non è un momento facile per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, insidiato in casa dal rivale Mitt Romney e in difficoltà, a livello di immagine, anche nei Paesi "caldi" del globo, che sull'elezione del primo afroamericano alla Casa Bianca avevano puntato molte speranze dopo l'era controversa di George W. Bush. In base a un sondaggio condotto in 21 Paesi dal Pew Research Center emerge infatti che in Egitto o in Pakistan, snodi geopolitici cruciali, la gente è sostanzialmente delusa da Obama."Eravamo ottimisti - spiega un cittadino del Cairo - per un cambiamento dopo Bush. Ma purtroppo sono le stesse politiche". A Islamabad, in particolare, a suscitare rabbia verso Washington è l'utilizzo dei droni. "Ci stanno attaccando illegalmente nel nostro Paese - racconta una donna pakistana - senza il nostro permesso".L'opinione critica verso la strategia militare degli Stati Uniti di Obama, secondo lo studio, è maggioritaria in 17 Paesi su 21. I grandi Paesi europei e il Giappone, però, continuano a sostenere il presidente e ad auspicare la sua rielezione. Ma in Medio Oriente la percentuale di chi è favorevole agli Usa è ulteriormente calata rispetto all'era Bush e perfino nel Vecchio continente si propende a credere che la più importante potenza economica sia la Cina e non più l'America. La cosa curiosa è che i cinesi la pensano in modo molto diverso: per loro gli Stati Uniti restano al vertice dell'economia globale. E Obama oggi, forse, trova a Pechino un imprevedibile alleato.

0 commenti