Le perquisizioni della polizia fanno arrabbiare i newyorchesi. La pratica che colpisce soprattutto neri e ispanici

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New York, (TMNews) - "Stavo andando a casa. Era sera tardi. Avevo addosso dei jeans e non un vestito così; proprio qui, gli agenti mi hanno fermato in modo molto aggressivo". Quella di Clenn Martin è solo una delle voci della campagna contro le perquisizioni "selvagge" da parte della polizia di New York: una direttiva infatti consente a un poliziotto di fermare, interrogare e perquisire una persona quando ha il ragionevole sospetto che questi abbia commesso o stia per commettere un reato. Nei primi tre mesi di quest'anno, più di 200mila newyorchesi sono stati fermati e in parte perquisiti: di questi poi però solo il 10% è stato citato in giudizio."Per me, la politica sta fallendo: è come andare a pescare con una mitragliatrice. Per questo la gente protesta". Nel primo trimestre, è stata trovata un'arma addosso a meno di uno su due perquisiti, ma la polizia dice che il sistema funziona ricordando che le armi sequestrate sono del 31 per cento di più quelli dello stesso periodo del 2011."Apprendo che i sondaggi mostrano un sostegno schiacciante del pubblico per le tattiche che abbiamo usato per abbattere la criminalità", ribadisce il sindaco Bloomberg.Le statistiche però dicono che nei primi tre mesi del 2012 il 54% delle persone perquisite sono neri, il 33% ispanici e solo il 9% bianchi. Ed è proprio questo l'aspetto più controverso della vicenda.

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