Emergenza rifiuti a Crotone. Cassonetti stracolmi, l’Akrea si difende

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La città di Crotone è sommersa dall’immondizia ma l’Akrea, la società che gestisce la raccolta, non c’entra: è tutta colpa, a detta della stessa Akrea, dell’impianto di selezione di Ponticelli, appartenente a Veolia, che fa scaricare alla società solo 50 delle 70 tonnellate prodotte giornalmente dalla città. La conseguenza è che i rifiuti si accumulano sempre di più e se la situazione non si dovesse risolvere in pochi giorni, porterà ad una emergenza non solo ambientale ma anche di salute pubblica. La conseguenza ulteriore, poi, è l’aggravio di costi, per gli straordinari, che si riverseranno sulle bollette dei cittadini. E’ QUANTO HA AFFERMATO il presidente della società crotonese Salvatore Frisenda, in una conferenza stampa promossa insieme ai rappresentanti delle Rsu. Attualmente ci sono tutti i mezzi dell’Akrea pieni in attesa di scaricare nell’impianto di Ponticelli, i cassonetti strapieni e l’immondizia che comincia ad accumularsi anche all’esterno. CIÒ CHE IL PRESIDENTE FRISENDA CHIEDE, per superare questa fase emergenziale, è che si dia la possibilità alla società di conferire nell’impianto l’arretrato di oltre 200 tonnellate di rifiuti non smaltiti. Per evitare, poi, il ripetersi del problema, che le autorità (il commissario regionale per l’emergenza ma anche la prefettura) impongano a Veolia di riportare le tonnellate di rifiuti che la società può sversare ai limiti precedenti, cioè 70 al giorno, secondo le necessità della città. Infine, la richiesta che ai mezzi dell’Akrea, proprio perché servono il capoluogo, sia data una corsia preferenziale rispetto ad altri comuni.

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