Italia senza giovani: la classe dirigente più vecchia d'Europa. Un circolo vizioso esclude i giovani e premia i più anziani

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Milano (TMNews) - In Italia si fa un gran parlare di giovani, ma i dati dicono ben altro. Da un report di Coldiretti, infatti, emerge che nel nostro Paese la classe dirigente è la più vecchia di tutta l'Unione europea, con un'età media alle soglie della pensione: 59 anni. E, come in ogni circolo vizioso che si rispetti, la scarsa propensione a lasciare i posti di potere lascia meno spazio ai più giovani, mentre la disoccupazione giovanile provoca a sua volta l'innalzamento dell'età dei dirigenti. Insomma, un gatto che si morde la coda. Tra le poche eccezioni, Annagrazia Calabria, classe 1982, la più giovane parlamentare italiana. "Si tratta della necessità - ci ha spiegato - di prendere il meglio di tutte le generazioni. Io non vorrei scadere nella retorica del giovanilismo, perché sarebbe una sciocca presunzione da parte dei giovani sentirsi migliori, perché così non è, è chiaro che bisogna prendere il meglio da ogni generazione, in modo che ci sia una perfetta coniugazione tra quelle che sono le qualità migliori di ogni generazione".Tra i dati che emergono dall'indagine Coldiretti spicca quello sulle banche: gli istituti di credito, al centro della bufera in questi mesi, sono quelli con i dirigenti più anziani: 67 anni in media, allo stesso livello dei vescovi italiani. E nell'attesa che gli auspici della giovane parlamentare si concretizzino, l'Italia resta più che altro un Paese per vecchi.

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