Senza acqua nè cibo, i rifugiati dimenticati del Sahel. La denuncia di Medici senza Frontiera

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Roma, 15 mag. (TMNews) - Non hanno acqua nè cibo i circa 160.000 maliani fuggiti dal loro Paese e rifugiati nei campi presenti in Burkina Faso, Mauritania e Niger. A denunciarlo sono i Medici senza frontiere, l'organizzazione umanitaria che chiede alla comunità internazionale di mobilitarsi per una crisi destinata ad aggravarsi con l'avvicinarsi della stagione delle piogge. Questo campo nel Burkina Faso accoglie profughi del Mali. Fuggiti dagli scontri, queste donne e questi bambini si ritrovano a vivere in alloggi di fortuna sotto il sole rovente. "L'esercito ci ha cacciato dalle nostre case. Delle persone sono state uccise", dice questa donna.Lenti e insufficienti gli aiuti: "Quello che ci ha distribuito il programma alimentare l'altro giorno: farina di mais, una manciata di fagioli e un po' di olio, non è bastato per tutti", racconta questo rifugiato.Medici senza frontiera sta fornendo assistenza occupandosi delle patologie correlate alla difficili condizioni di vita: "Stiamo riscontrando infezione alla pelle dovuta alla scarsa igiene e alla mancanza d'acqua. Inoltre molti rifugiati sono donne e bambini: categorie vulnerabili dal punto di vista sanitario" ricorda il medico del campo.I medici assistano sia i rifugiati che la popolazione locale già duramente colpite dalla siccità. Poca pioggia significa poco cibo. E l'afflusso di rifugiati non fa che aggravare le già difficili condizioni di vita degli abitanti del Burkina Faso.

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