La provocazione di Ricuperati: paradisi fiscali per il sapere. Lo scrittore torinese: tasse ridotte per rilanciare la cultura

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Torino (TMNews) - Gianluigi Ricuperati è un intellettuale inquieto, sempre in cerca di nuove idee e nuove proposte. Dopo aver scritto un interessante romanzo sull'ossessione per il denaro, "Il mio impero è nell'aria", ora lancia una provocazione costruttiva per promuovere la sua idea di paradisi fiscali della conoscenza. "Si tratta - ci ha spiegato al Salone del Libro di Torino - di utilizzare la leva fiscale, quindi una certa forma di defiscalizzazione, per mettere in connessione aziende e progetti culturali, o meglio, istituzioni culturali".Ricuperati, e in Italia questa è una qualità abbastanza rara, usa senza timore la parola "soldi", da spendere però per "potersi permettere di parlare di idee". Sottolineando un concetto chiave: "E' il principio per cui la cultura non va d'accordo con la povertà di mezzi. Troppo spesso i ragionamenti sulla cultura e sul come finanziarla sono venati o da pressapochismo, con la cultura non si mangia, di destra potremmo dire, oppure da estremismo per cui per esempio la cultura debba essere interamente sostenuta dallo Stato".Il progetto di Ricuperati è certamente caratterizzato da una vena visionaria, ma anche da una fattibilità concreta, che contiene pure una lettura del denaro così "liberato" decisamente affascinante. "Potrebbero essere - conclude lo scrittore - delle risorse libere da condizionamenti commerciali o ideologici o, come dire, di leva politica".Perché questo 2012 possa anche vedere una rinascita tanto economica quanto culturale del nostro Paese.

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