Pakistan, un anno dopo morte di bin Laden: estremisti più forti. Molti gruppi legati ad al Qaida minacciano il fragile equilibrio

TM News  Video
838
19.454 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Islamabad (TMNews) - Il 2 maggio 2011 le forze speciali statunitensi uccidevano Osama bin Laden nel compound di Abbottabad in Pakistan. Un anno dopo, il Paese islamico, uno dei punti caldi e cruciali nello scacchiere geopolitico globale, vive un fragile equilibrio, minacciato da gruppi legati ad al Qaida che stanno guadagnando sempre maggiore influenza. E il premier Yousuf Raza Gilani, ha ammesso pubblicamente le difficoltà. "Noi - ha detto - vogliamo realmente combattere il terrorismo, perché è nel nostro interesse, ma ci mancano i mezzi per farlo".A pesare, sul clima complessivo in Pakistan, anche molti elementi psicologici legati proprio all'uccisione di bin Laden, come spiega Imtiaz Gul, direttore di un think tank pachistano. "L'episodio - secondo lo studioso - ha rappresentato un brusco risveglio per l'establishment perché nel corso di una notte gli americani sono arrivati, hanno agito e se ne sono andati senza che i pachistani se ne accorgessero. E questo è qualcosa che la popolazione considera come un'offesa, un'umiliazione per le forze di sicurezza". "Bisogna capire - aggiunge l'analista politico Talat Masood - che i gruppi radicali ora hanno una storia, un passato, e che stanno raccogliendo i sentimenti diffusi contro l'Occidente e gli Stati Uniti".In questo clima, dunque, la situazione si presenta molto complessa e l'allenza tra Washington e Islamadab, che formalmente dovrebbe godere di discreta salute, sembra vacillare ancora di più.

0 commenti