Viaggio nel suk di Tunisi, commercianti: affari in lenta ripresa. "L'economia comincia a crescere, è il prezzo della libertà"

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Tunisi, (TMNews) - Lenti segnali di ripresa per l'economia tunisina. Dopo la caduta del regime di Ben Alì e la rivoluzione del Gelsomino del 2010-2011, i commercianti della Medina, la città vecchia di Tunisi, sono fiduciosi e sperano nell'arco di qualche anno in una crescita del commercio e degli affari. E intanto assaporano la libertà di opinione e di espressione che dicono di non aver mai avuto durante il regime."La situazione economica è migliore rispetto al 2011, siamo in lenta ripresa. Ora stiamo accusando il colpo della caduta di Ben Alì. Credo che ci vorranno almeno cinque anni per risistemarci a livello commerciale", dice Fatih, 48 anni. Della stessa idea è Mahmoud: "Dopo la rivoluzione si vede qualche piccolo cambiamento. La speranza di tutti noi è che l'economia riprenda, nell'arco di un paio di anni. È il prezzo della libertà". Lassad, 51 anni, è commerciante da più di 30. "Appena dopo la rivoluzione la situazione era catastrofica per tutti. Da tre-quattro mesi qualcosa si sta muovendo. L'inizio, come in tutte le rivoluzioni, è duro. Ma occorre pazientare".La rivoluzione, a detta dei commercianti, ha portato una libertà di opinione e di espressione mai conosciuta prima: "Ho ventisette anni, non ho mai visto la libertà di parola. Dopo la rivoluzione la situazione è completamente cambiata. Possiamo parlare di tutto, criticare tutti, anche il nostro presidente".

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