F1, in Bahrain il "Gp della rabbia" tra le proteste degli sciiti. Le autorità locali preoccupate per la sicurezza dei team

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Bahrain (TMNews) - E' un clima surreale quello che avvolge il Gran premio di Formula 1 del Bahrain, quarto appuntamento del Mondiale 2012. Nonostante le ingenti misure di sicurezza e le rassicurazioni delle autorità locali, nei villaggi sciiti che circondano la Capitale Manama continuano le proteste e gli scontri tra forze dell'ordine e i manifestanti del movimento "giovani del 14 febbraio" che protestano contro il regime del re Al-Khalifa. Giovedì 19 aprile 4 meccanici del team Force India, di ritorno dal circuito di Sakir sono rimasti coinvolti in alcuni tafferugli a Manama e l'auto sulla quale viaggiavano è stata sfiorata da una bottiglia molotov.I "giovani del 14 febbraio", vogliono approfittare dell'evento sportivo e della risonanza mediatica per denunciare le violazioni dei diritti umani del regime, chiedere la liberazione dell'attivista Abdulhadi al-Khawaja, in sciopero della fame da 70 giorni, e denunciare l'arresto di un centinaio di attivisti. Le prove per ora vanno avanti senza problemi ma le autorità locali temono che le proteste possano aumentare in vista della gara di domenica 22 aprile, coinvolgendo anche la capitale dove alloggiano i team e che i manifestanti possano tentare di forzare il cordone di sicurezza che circonda il circuito.

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