Norvegia: il carcere senza sbarre che potrebbe ospitare Breivik. Viaggio a Bastoy Island, modello del sistema carcerario "umano"

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Bastoy, (TMNews) - Addio a muri, manette e filo spinato: nell'isola di Bastoy, in Norvegia, il carcere non sembra un luogo di detenzione. I 115 detenuti godono di ampi spazi di movimento, in linea con i principi del sistema carcerario norvegese, che punta al reinserimento nella società: un regime che sarà applicato anche a Anders Behring Breivik, il killer di Utoya, se e quando sarà condannato."Nelle prigioni normali si resta chiusi per la maggior parte della giornata, c'è solo un'ora d'aria, alle otto si torna in cella. Qui non ci sono costrizioni" spiega quest'uomo, che vuole restare anonimo. Tom Cristensen passa il tempo sulle macchine: unico appuntamento fisso l'appello, quattro volte al giorno."Puoi fare le stesse cose che faresti se fossi libero, cucinare il cibo comprato in negozio". Tanta libertà, troppa per chi ha trascorso anni in altri penitenziari con regole più rigide."Alcuni non ce la fanno, non si abituano a tanta libertà e vogliono tornare nelle prigioni di massima sicurezza" spiega John Froyland, a capo di Bastoy Island. Il sistema, basato sul rispetto della dignità della persona, funziona: in Norvegia solo il 20% dei carcerati una volta libero torna a commettere reati, a differenza di Gran Bretagna e Stati Uniti, dove oltre il 50% torna dietro le sbarre entro un paio d'anni.

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