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    TG 05.04.12 Il conflitto di interessi si risolve con una legge targata PD

    Riposta
    Antenna Sud

    per Antenna Sud

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    Una proposta di legge severa quella del Partito democratico pugliese su conflitto d'interessi e incompatibilità dopo i casi Tedesco e Degennaro.
    Un testo, che se dovesse passare l'esame dell'aula del consiglio regionale, sanzionerebbe le incompatibilità degli eletti fino alla decadenza dall'incarico.
    "Una proposta di legge che è una grande questione di democrazia ed etica", hanno spiegato il segretario regionale del Pd Sergio Blasi, il capogruppo in consiglio Antonio Decaro e l'assessora al decentramento Marida Dentamaro.
    La formulazione dei democratici impedisce la commistione tra esercizio della funzione pubblica e svolgimento delle attività private, separando la politica dall'economia. Si applica ai concessionari di servizi pubblici regionali, nonchè ai titolari di incarichi di amministrazione, direzione e controllo di enti, società o agenzie che hanno rapporti con la Regione.
    Il consigliere regionale, secondo gli intendimenti normativi del Pd, dovrà comunicare i dati relativi alla proprietà d'immobili e la sua titolarità in imprese, pena la decadenza dall'incarico nel caso in cui dovesse emergere la sua incompatibilità con il ruolo politico svolto. Sarà l'ufficio di presidenza della giunta o del consiglio regionale ad accertare se le proprietà dell'eletto siano rilevanti (e cioè relative al possesso di terreni) o se rientranti nell'esercizio d'impresa per le comunicazioni di massa, edilizia, lavori e servizi pubblici. Editori e imprenditori edili e degli appalti pubblici sono avvertiti.
    L'azienda del consigliere regionale, dice la proposta di legge, non potrà partecipare a gare d'appalto bandite dall'ente. Il consigliere dovrà astenersi da ogni atto che possa influenzare i propri interessi, quelli del coniuge o parenti e affini entro il secondo grado. Se dipendente di aziende privata dovrà collocarsi obbligatoriamente in aspettativa.
    La proposta avanzata dal Pd si applica anche ad assessori e presidente della giunta. Il partito spera in un iter di applicazione veloce e con il segretario Blasi chiede il voto palese in aula. http://www.antennasud.com