Usa: dopo il comandante impazzito, è polemica sui "Prozac Pilot". Regole e limitazioni della Faa sui piloti che usano psicofarmaci

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Usa (TMNews) - La cabina di pilotaggio di un moderno aereo di linea: qualcuno la definisce l'"ufficio con la vista più bella del mondo" e forse ha ragione. Per i piloti tuttavia, le mille cose da fare, la responsabilità per la vita dei passeggeri, eventuali imprevisti spesso sono causa di stress e depressione.Il raptus di follia che ha colto in volo il comandante Clayton Osbon della compagnia americana Jet Blue, costringendo il co-pilota a effettuare un atterraggio d'emergenza ha infiammato il dibattito sui piloti che siedono ai comandi degli aerei in condizioni psicofisiche non ottimali."I piloti sono persone come altre - spiega il comandante Collin Hughes - siamo umani. Volare su un Boeing 747, con centinaia di persone a bordo è una responsabilità enorme. I passeggeri pensano che bisogna essere dei superman ma non è così".Hughes è famoso come il "Prozac pilot": pilota di aviazione commerciale, anni fa ha avuto problemi di depressione, si cura con psicofarmaci e si è "messo a terra" perché la Faa, l'ente aeronautico americano, non ne consentiva l'uso. Da allora ha iniziato una battaglia via Internet solo parzialmente vinta. Da due anni, infatti, la Faa permette ai piloti l'uso di 4 tipi di psicofarmaci approvati ma solo dopo il trattamento e un anno di inattività.Un risultato solo apparentemente positivo perché di fatto dal 2010 solo 20 piloti su 120mila hanno accettato il trattamento. Una percentuale troppo bassa per essere veritiera. E' probabile infatti che la politica della Faa non incoraggi i piloti a denunciare eventuali stati di ansia e depressione per non essere messi a terra; non si curano per poter lavorare e così vanno in volo nonostante lo stress.

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