Lars Gustafsson, un romanzo filosofico che sfida il tempo. Il "Borges svedese" e un libro che solleva molte domande

askanews

per askanews

844
16 visualizzazioni
  • Informazioni
  • Export
  • Aggiungi a
Milano (TMNews) - Un romanzo proustiano che parte da una domanda: "E se non fossi mai esisito?". "Le bianche braccia della signora Sorgedahl" dello svedese Lars Gustafsson è un libro di memorie fuori dal comune, che gestisce il tempo in modo non lineare e crea una poetica sensazione di straniamento nei lettori. Filosofo e matematico, Gustafsson è considerato da molti il più importante autore del suo Paese, tanto da meritarsi il soprannome di "Borges svedese". Ma la sua ricostruzione delle propria carriera è molto sobria."Ho scritto qualche romanzo - ci ha detto Gustafsson a Milano - soprattutto per vedere se ne ero capace e a poco a poco mi sono trovato sempre più coinvolto. E così è molto più facile ottenere attenzione, rispetto a una pubblicazione filosofica".Il romanzo, pubblicato in Italia da Iperborea, racconta, in una sorta di autofiction molto originale e poco biografica, la giovinezza di un anziano ex docente di Oxford che, con la memoria, torna a un anno memorabile, il 1954, quando 18enne frequentava la casa dell'affascinante signora del titolo. Ma più che la trama, a brillare è la costruzione letteraria messa in piedi da Gustafsson, e le domande fondamentali che solleva. "Tu non sai mai chi sei - ci ha detto riferendosi a se stesso - e quindi devi inventare un narratore e quindi il narratore deve inventare la narrazione".Una narrazione che vive di una coerenza molto particolare. "La coerenza esterna e la coerenza narrativa - ha spiegato Gustafsson - possono essere sostituite da una coerenza interna che lo scrittore deve creare. E l'idea che ci sta dietro è quella della musicalità". Tra dubbi filosofici, teorie scientifiche e suggestioni del passato, "Le bianche braccia della signora Sorgedahl" è un libro notevole, e Lars Gustafsson regala ai suoi lettori anche l'incipit in italiano.

0 commenti