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    Siria, 72 ore sotto le bombe: reportage Cnn da centro stampa Homs. I giornalisti raccontano il raid che ha ucciso due colleghi

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    askanews

    per askanews

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    Milano, (TMNews) - "Il bombardamento è iniziato: a un certo punto, c'è stato un rumore diverso. E' durato più del solito, con due o tre esplosioni insieme. Alla terza ho realizzato: era come un tuono". Nelle parole di Tim Crockett della Cnn, i drammatici momenti del bombardamento nel centro stampa del quartiere di Baba Amr, a Homs, in Siria, che ha provocato la morte di due giornalisti il 22 febbraio scorso. Tornati negli Stati Uniti Crockett e i colleghi Arwa Damon e Neil Hallsworth raccontano le loro 72 ore sotto le bombe. All'improvviso, l'arrivo di un razzo, che squarcia i due piani superiori: Arwa Damon ci guida nell'edificio distrutto: "Questo è il luogo dell'impatto, si vedono i danni causati dai bombardamenti successivi. Le immagini parlano da sole". Gli attacchi sulla città sono stati costantemente documentati con le telecamere piazzate da Baba Amr media, un gruppo di giovani intenzionati a mostrare al mondo cosa succede a Homs. "Cerchiamo di tenere le emozioni sotto controllo, anche se circondati da morte e distruzione, per evitare che l'odio si diffonda. Se non ci fosse un intervento esterno sarebbe un oceano di sangue: e se continuerà così la gente esploderà, non ce la farà più" racconta uno di loro. A dare il senso della violenza della guerra le parole di Marie Colvin, corrispondente di guerra del Sunday Times morta nell'attacco al centro stampa: "E' il peggiore conflitto che abbia visto - dice al telefono - l'ultima volta che ci siamo sentiti ero a Misurata, ma la sicurezza personale era in parte garantita: qui non c'è nessun posto dove scappare".servizio a cura di Alice Monni - montaggio Chicco Passerini