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    Jennifer Egan, il romanzo perfetto nato da un errore. Il premio Pulitzer racconta il suo "Il tempo è un bastardo"

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    askanews

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    Milano (TMNews) - E' stato uno dei romanzi più importanti apparsi in Italia nel 2011 e un premio Pulitzer strameritato. "Il tempo è un bastardo" di Jennifer Egan è un libro che, con una struttura innovativa, ha sparigliato le carte sulla scena del romanzo contemporaneo, affrontando con enorme coraggio una sfida nientemeno che contro il tempo. Ma la scrittrice di Chicago, a Milano per incontrare i suoi lettori, parla di un libro nato da un errore."Ho cominciato a scrivere - ci ha spiegato - senza sapere dove sarei arrivata, come mi capita sempre, non pensavo neppure di scrivere un romanzo, ma solo dei racconti. Avevo però un'idea sbagliata, che mi ha accompagnato nella prima parte della scrittura del libro, cioè che la cronologia avrebbe dovuto muoversi al contrario. Ma poi rileggendolo ho capito che così sarebbe stato un fallimento".Da questo fallimento, dunque, Jennifer Egan ha trovato la chiave per creare un libro pervaso di suggestioni proustiane, ovviamente rivisitate. "Io non ho una visione pessimista del tempo che sconfigge tutti noi - ha aggiunto la scrittrice - in realtà la nostra relazione con il tempo cambia nel corso della vita, e io spero di avere colto nel romanzo i cambiamenti che riguardano i diversi personaggi".Edito in Italia da Minimum fax, "Il tempo è un bastardo" è un libro schiopettante, con moltissimi personaggi e molti espedienti inediti, ma Egan ne avrebbe voluti ancora di più. "Io ho usato PowerPoint e altri espedienti - ha spiegato - ma non sono riuscita a fare molte cose che avrei voluto: avrei voluto che ci fosse un capitolo in forma di poesia epica, un altro in forma di spettacolo teatrale... insomma, molte cose sono rimaste fuori". Per i lettori che hanno amato il romanzo e hanno nostalgia dei suoi personaggi, c'è poi una piacevole sorpresa. "Mi mancano alcuni di loro - ha concluso Jennifer Egan - ma penso che li rivisiterò. Il libro ha un finale aperto che consente di tornarci. Non penso a un sequel, ma sto lavorando a una novella su Lulu, la ragazza protagonista dell'ultimo capitolo".Leggere "Il tempo è un bastardo" somiglia a bersi in un solo bicchiere intere epopee tolstojane e viene davvero da pensare a quanto certi errori possano essere meravigliosi.