"Borsellino eliminato perchè impediva la trattativa Stato-Mafia". Svolta nelle indagini su strage di via D'Amelio: quattro arresti

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Palermo (TMNews) - C'è una nuova verità sulla strage di via D'Amelio nella quale, il 19 luglio 1992, furono uccisi il giudice Paolo Borsellino e i cinque uomini della sua scorta. Secondo il gip di Caltanissetta Alessandra Bonaventura, che oggi ha disposto quattro nuove misure cautelari, il magistrato fu ucciso perché Totò Riina lo riteneva un "ostacolo" alla trattativa con esponenti delle istituzioni arenatasi "su un binario morto" e che quindi andava "rivitalizzata" con il gesto eclatante della strage. Borsellino, secondo i magistrati, sarebbe stato informato della trattativa tra Stato e mafia a fine giugno e ad avvalorare questa tesi ci sarebbero anche le dichiarazioni di Giovanni Brusca, che in quel mese del 1992 ricevette da Riina l'ordine di sospendere un attentato a Calogero Mannino "perché c'era una vicenda più urgente da risolvere".

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