Palermo, Tizian: mafia vorrebbe zittire cronisti che lavorano. Il giornalista minacciato presenta il suo libro "Gotica"

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Palermo, (TMNews) - Parlare di criminalità organizzata fa meno paura rispetto a qualche anno fa, ma la strada verso la completa affermazione della coscienza sociale nei confronti del fenomeno mafioso è ancora lunga. Se ne è parlato a Palermo, nel corso della presentazione del libro di Giovanni Tizian "Gotica". Sotto scorta da dicembre, dopo aver ricevuto minacce di morte, Tizian con il suo lavoro ha saputo cogliere e mettere a nudo gli oscuri legami illeciti tra la criminalità organizzata, e certe sfere di potere attive soprattutto al nord. "Quando si toccano i nodi del potere dove si intrecciano interessi mafiosi ma anche corrotti, tutto quel sistema gelatinoso, qualcuno vorrebbe mettere a tacere questi cronisti che fanno solo il proprio lavoro"Al dibattito hanno partecipato Rita Borsellino, candidata alle primarie del Pd per la corsa a sindaco di Palermo, e il pm di Palermo Piergiorgio Morosini. "C'è una battaglia culturale in atto, in questi anni ci sono stati anche segmenti del mondo politico che hanno cercato di accreditare una visione della mafia in modo ridotto tutto sommato, cioè di una mafia che spara, traffica in droga e fa le estorsioni, si è puntato meno sulla presenza nel circuito economico-finanziario e nelle pubbliche amministrazioni".La multiformità del concetto di mafia si è ampliata negli ultimi anni e i contorni appaiono sempre più sfumati, tanto da parlare di "mafie". Un "virus", come lo definisce l'autore, che dalla periferia Sud dell'Italia ha risalito la penisola con uomini, mezzi e risorse. Un esercito che corrompe, paga, esige. E quando è necessario spara.

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