Cocktail hi-tech: a New York il barman diventa piccolo chimico. Al Booker & Dax i drink diventano preparazioni scientifiche

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New York (TMNews) - Nell'era del Web 2.0 il cocktail diventa hi-tech e il barman un chimico. Siamo a New York, al Booker and Dax, sulla 13esima strada dell'East Village. Dietro il bancone c'è Dave Arnold, tra i padri della cucina molecolare. Ogni giorno per preparare i suoi drink armeggia con gassificatori, azoto liquido, centrifughe da laboratorio e distillatori. Ma il suo obiettivo, assicura, non è stupire i clienti. "Non voglio che la gente pensi che siano dei trucchi per stupire, voglio che capiscano che lo facciamo per rendere deliziosi i nostri cocktails"In questo bar la precisione scientifica si sposa alle più moderne tecniche della ricerca culinaria al solo scopo di migliorare il gusto dei cocktail. Dietro però ci sono studi approfonditi come racconta lo stesso Arnold. "Noi lavoriamo per giorni, mesi, anni sulle tecniche di preparazione. Da anni, ad esempio, sono al lavoro sulla gassificazione con l'anidride carbonica".Per un cocktail bastano dieci dollari, l'esperienza insolita è un surplus. Tra le preparazioni più suggestive c'è il Franco-Colombiano: pochi ingredienti, Pernod, succo di limone e acqua. Il resto lo fa un bruciatore a 815 gradi che shakera il cocktail davanti agli occhi stupiti dei clienti.Vista la precisione richiesta per alcune preparazioni è utile, invece, giocare d'anticipo. E' il caso del Manhattan. Whiskey, vermouth rosso e angostura vengono mescolati e portati alla temperatura ideale in anticipo. A richiesta si versa e si arricchisce con un tocco di italianità: un'amarena Fabbri sciroppata.

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