Siria, Msf: medici e malati perseguitati dall'esercito di Assad. La denuncia dell'organizzazione, le testimonianze dei pazienti

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Milano, (TMNews) - In Siria la medicina viene utilizzata come arma di persecuzione. La denuncia arriva da Medici senza Frontiere che non può operare sul territorio ma che è riuscita a raccogliere le testimonianze di feriti e medici scappati dal Paese. Quest'uomo è stato colpito alla gamba da un proiettile mentre accompagnava sua cognata incinta in ospedale fra cecchini e uomini armati in strada. Quando arriva in ospedale, però, ancora non è al sicuro."Prima mi hanno detto che volevano amputarmi la gamba. Poi che in quel momento tutti in ospedale rischiavano di essere uccisi, l'unità di terapia intensiva era stata attaccata. Così mi hanno detto di andarmene dall'ospedale per non rischiare di essere ferito".I medici sono costretti a falsificare le diagnosi, evitando di segnalare ferite riconducibili a scontri in manifestazioni, per eludere i controlli.Quest'altro testimone invece aveva ferite troppo gravi alle gambe, in ospedale gli hanno detto di stare semplicemente a letto per 3 o 4 mesi. Lui si è arrangiato pagando un medico che l'ha operato."Ho pagato per i trattamenti 2.600 dollari - dice - il dottore mi ha assicurato sulla riuscita dell'operazione ma avevo ancora il proiettile nella gamba, così mi sono rivolto a medici senza frontiere".Msf per il momento non è in grado di fornire soccorsi adeguati ai siriani, invia medicine e materiali ma non è sul territorio, perché da mesi aspetta invano di ottenere le autorizzazioni ufficiali dal governo.

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