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    Giorno della Memoria, Placido Cortese: frate che salvò gli ebrei. Falsificava i documenti con le foto degli ex voto del Santo

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    askanews

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    Padova (TMNews) - Salvò centinaia di ebrei dalla deportazione. Con uno stratagemma straordinario e inedito per un frate francescano della basilica di Sant'Antonio a Padova. Padre Placido Cortese prendeva le foto degli ex voto che i fedeli affidavano alla tomba del Santo per confezionare documenti falsi e consentire così a ebrei e dissidenti di passare la frontiere e mettersi in salvo in Svizzera. Padre Luigi Francesco Ruffato, autore di una pièce teatrale dedicata al frate vittima del nazismo, racconta il pericoloso stratagemma di Cortese."In confessionale, alcune studentesse gli dicevano che mancavano 12 scope, e questo significava che servivano 12 foto per i documenti da falsificare".Per Placido Cortese, piccolo frate originario di Cherso ora Croazia, direttore del 'Messaggero di Sant'Antonio', aiutare chi era perseguitato era un imperativo più forte della paura. Ma il prezzo da pagare alle SS fu atroce. "Morì sotto tortura - ricorda padre Ruffato - e il suo corpo fu disperso nelle cosiddette fauci di Trieste a San Sabba".Nonostante le torture, padre Cortese non rivelò mai i nomi delle persone che proteggeva. E oggi del frate resta un busto in bronzo nel chiostro della Magnolia della basilica pontificia di Sant'Antonio a Padova, oltre che un posto tra gli eroi silenziosi che salvando una vita - come recita il Talmud - salvano il mondo intero.