Egitto, un anno dopo Mubarak: la rivoluzione non è finita. Parlano gli attivisti Alaa El-Fattah e Mohamed Awad

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Milano, 23 gen. (TMNews) - Fino ad un anno fa piazza Tahrir al Cairo, significava poco per molti. Ora, a 12 mesi da quel 25 gennaio in cui migliaia di egiziani la occuparono per la prima volta per protestare contro il regime di Hosni Mubarak, quella piazza è diventata il simbolo stesso delle rivoluzioni nei Paesi arabi. A farla conoscere al mondo ci hanno pensato le migliaia di manifestanti fra cui ci sono persone come Alaa Abd El-Fattah, blogger che per il suo impegno è stato anche arrestato e Mohamed Awad, attivista del Movimento giovani per la giustizia e la libertà."Molta gente pensa che non sia cambiato niente in Egitto da quando c'è stata la rivoluzione un anno fa - dice Alaa - ma in realtà la maggior parte della società è cambiata. Lo stato non è cambiato, le sue politiche neanche, ma la società si è trasformata completamente"."Il 25 gennaio voglio che la popolazione esca nelle strade come hanno fatto nel 2011 con lo stesso spirito, urlando gli stessi slogan: la gente vuole rovesciare il regime, pane, libertà, giustizia sociale, cambiamento, dignità. Voglio che la gente chieda che i loro sogni si realizzino"."La rivoluzione egiziana non ha ancora raggiunto i suoi obiettivi - gli fa eco Mohamed Awad - possiamo vedere che le politiche delle autorità militari sono simili a quelle del passato regime. Bisogna essere sicuri che la rivoluzione egiziana continui".

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