Processo Mori, in aula come teste l'ex ministro Scotti. L'ex titolare del Viminale: io isolato per le mie idee sul 41-bis

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Milano, 20 gen. (TMNews) - L'ex ministro dell'Interno Vincenzo Scotti è stato ascoltato in qualità di teste nell'ambito del processo al generale del Ros Mario Mori, accusato di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra. "Nei mesi 'caldi' del '92, quando prendeva corpo il testo del 41-bis sul carcere duro per i mafiosi, fui "isolato" dal mondo politico" ha spiegato l'allora titolare del Viminale, tra gli artefici di quella legge. Poi ha spiegato che quando denunciò il rischio di un piano di destabilizzazione ordito dalla mafia, lo presero per un venditore di patacche. Scotti ha poi ricordato la diffidenza avvertita verso la sua denuncia che si basava sulle informazioni dei Servizi, riferitegli dall'allora capo della polizia Parisi. L'ex politico oltre ad avvertire questure e prefetture del rischio di delitti eccellenti, ne parlo' in Parlamento.

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