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    Dopo lo Tsunami: i volontari stranieri "sorprendono" i giapponesi. Molti abitanti non avevano mai visto prima un occidentale

    askanews

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    Giappone (TMNews) - Il ponte di solidarietà nato dopo il sisma e lo tsunami del marzo 2011 tra il Giappone e gli altri Paesi occidentali ha aperto anche nuove opportunità di conoscenza e fratellanza per persone che in vita loro non avevano mai conosciuto ne visto "uno straniero". E' quanto accaduto anche a Ishinomaki, nella prefettura di Miyagi."Ci sono dei giapponesi ma anche un sacco di stranieri - spiega questa ragazza - alcuni arrivano da paesi di cui io non so assolutamente niente. Sono dei perfetti sconosciuti ma mi stanno aiutando e io gli sono riconoscente". "Le case, la città e tutto quello che c'è qua attorno è tipicamente giapponese - spiega Koichi, un volontario giapponese - eppure sono certo che la lingua più parlata qui sia l'inglese. È molto strano, però ammiro davvero chi è venuto da tanto lontano per darci una mano"."Adesso siamo in una nuova fase - spiega Jamie El Banna, responsabile dell'associazione di volontari - dopo la ricostruzione stiamo cercando di rilanciare le imprese locali. Non è facile ma stiamo facendo del nostro meglio e resteremo qui per un bel po' di tempo".Com'è ovvio i volontari si sono dovuti adattare alle usanze della vita locale qui a Ishinomaki e ovviamente la loro presenza è fondamentale per la ricostruzione di questa importante città di pescatori in cui sono morte o scomparse oltre 4mila persone. Ma per la gente di qui, la sfida più dura, sarà ricostruire la propria serenità psicologica.