Reggio Calabria, cosche infiltrate in lavori pubblici: 21 arresti. In manette è finito anche un funzionario dell'Anas

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Reggio Calabria (TMNews) - C'è anche un funzionario dell'Anas, l'architetto Vincenzo Capozza, 55 anni, responsabile dei lavori sulla Strada Statale 106 "Jonica" tra le 21 persone arrestate dai carabinieri di Reggio Calabria nell'operazione "Bellu lavuru 2". I fermati a vario titolo, sono a ccusati di aver favorito infiltrazioni della 'ndrangheta in appalti pubblici in Calabria e, in particolare, per l'ammodernamento della 106. Il commento del procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone: "Gli episodi più gravi la mancata osservanza dell'informativa della Prefettura che avrebbe dovuto determoinare la sospensione della fornitura e la cattiva esecuzione dei lavori, causa di un crollo che solo per un caso non ha causato morti". L'inchiesta prende il nome dai commenti degli affiliati sulla conquista dell'appalto con Giuseppe Morabito, detto "il Tiradritto", boss in regime di 41 bis a Parma. Tra i fermati, oltre ad altri 2 impiegati dell'Anas, anche alcuni responsabili della società "Condotte d'acqua", appaltratrice dei lavori.In manette, inoltre, è finito anche Giuseppe Fortugno, cugino 39enne di Francesco Fortugno, il vice presidente del Consiglio regionale ucciso in un agguato a Locri il 16 ottobre 2005. L'Anas, dal canto suo ha fatto sapere di aver immediatamente risolto i rapporti di lavoro con le persone coinvolte nell'inchiesta e che intende costituirsi parte civile nel processo a carico dei responsabili.

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