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Siria, a Damasco i due volti della protesta: pro e contro Assad. Oppositori piangono un morto, sostenitori: è uomo di pace

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Milano, 11 gen. (TMNews) - Siria, la disperazione di una donna al funerale del fratello, ucciso a 32 anni dalle forze governative. La capitale Damasco è lontana chilometri, e un funerale diventa veicolo della protesta contro il regime di Assad: migliaia di persone in piazza, sbarrata con le pietre per evitare la polizia. "La situazione è pessima, vogliamo solo essere come voi, come gli Occidentali. Vogliamo essere liberi, non come lui, che a 32 anni è stato ucciso solo per aver detto Allah è grande. Il governo di Bashar al Assad ci sta uccidendo". "Sono preoccupato di parlare, per andare a casa dovrò indossare la sciarpa e non sono sicuro al 100%, se non oggi mi arresteranno domani". A rendere la protesta possibile è la presenza degli osservatori della Lega Araba: tutti vogliono parlare con loro, molti mostrano i segni dei trattamenti che ricevono e denunciano di non poter andare in ospedale perchè temono l'arresto. Dalla rabbia al sostegno per Assad: basta spostarsi di poco per incappare in un blocco organizzato dai sostenitori del presidente siriano. Non è la sola manifestazione pro-regime in città: negli occhi delle persone non c'è la paura. "Assad è un brav'uomo, si può vedere, è reale" dice un manifestante."Questa opposizione non è legale". Questa donna, americana sposata con un siriano, vede Assad come elemento di stabilità. "E' un presidente pacifico, permette alle religioni di convivere, è un uomo di pace". Visioni lontane nei contenuti, ma fisicamente vicine: difficile pensare che prima o poi non si incontreranno.