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    Ecuador, maximulta alla Chevron: inquinò l'Amazzonia. Condannata a pagare 18 miliardi di dollari per reati ambientali

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    askanews

    per askanews

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    Milano, 5 gen. (TMNews) - "La giustizia e la legge hanno vinto l'arroganza, le pressioni e la corruzione a cui ci ha abituato la Chevron non solo durante le estrazioni petrolifere ma anche durante il processo". Esulta Luis Yanza, coordinatore del Fronte di difesa della regione Amazzonica: la Chevron dovrà pagare una multa di 18 miliardi di dollari per i reati ambientali nella regione ecuadoriana della foresta provocati con l'estrazione del petrolio. I giudici hanno confermato in appello la sentenza emessa a febbraio del 2011 dal tribunale di primo grado che infliggeva una multa di circa 9 miliardi chiedendo scuse pubbliche per i danni provocati. Scuse che non sono mai arrivate e che hanno fatto raddoppiare la sanzione."Come nativo della Secoya, io credo che in Ecuador ci sia giustizia - dice Humberto Piaguaje - Questo ci rafforza nella nostra battaglia che andrà avanti finchè la Chevron non avrà pagato". Il caso risale al 1993, quando circa 30mila abitanti della provincia di Sucumbios, riuniti in una associazione delle vittime, sporsero denuncia contro la Texaco, società poi acquisita dalla Chevron, per sversamento di rifiuti tossici durante le estrazioni petrolifere tra gli Anni '70 e '90.Ora la giustizia ha dato ragione ai cittadini imponendo una maxi multa ad un colosso come La Chevron: si tratta, infatti, della multa più cara nella storia del diritto dell'ambiente, che ha superato anche quella inflitta a ExxonMobil per la marea nera nell'Alaska del 1989, di 4,5 miliardi di dollari.