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    Dieci anni di euro, il bilancio di turisti e commercianti romani. "Prezzi aumentati dopo la conversione", ma stranieri apprezzano

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    askanews

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    Roma (TMNews) - Dieci anni dopo l'introduzione dell'euro, tra i possibili bilanci sulla moneta unica c'è anche quello dei commercianti di Roma e dei turisti che visitano la capitale. La signora Lina Paolillo, titolare di un bar ristorante, spiega come è cambiato il flusso di denaro dal 2002 a oggi."Sono spariti fondamentalmente tutti coloro che avevano un forte potere d'acquisto, americani e tedeschi in cima, mentre adesso c'è più presenza del resto d'Europa. Probabilmente è più facile spendere, la moneta è la stessa non bisogna intuire, anche se Roma è una città dal punto di vista turistico molto dispendiosa".I turisti stranieri, comunque, guardano con una certa simpatia alla moneta unica."Il marco - dice un turista tedesco - era una moneta forte, ma l'euro è allo stesso modo una buona valuta. Il problema non è l'euro, sono i debiti dei governi"."Pensiamo che la moneta unica sia molto utile per noi - spiegano due turisti malesi - perché anche attraverso diversi Stati devi pensare a una sola valuta. E questa è una buona cosa. Però per noi asiatici qui è tutto molto costoso".Sul tema dei costi elevati, è ancora la ristoratrice romana a dare un'analisi pratica e puntuale. "Per 7000 lire una bottiglia di vino doveva costare 3,5 euro. Questo non è accaduto, e quindi si è andati direttamente a un potere d'acquisto pari, cioè mille lire per un euro. Questo ha fatto sì che chi aveva tante bottiglie in cantina come noi si è trovatlo la cantina rivalutata, ma riacquistare è diventato complicato, con ricarichi anche sul prezzo finale che il cliente doveva pagare".