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    Reggio Calabria, 21 fermi contro esponenti cosca Maio. Prestipino: le mani della 'ndrangheta sull'economia locale

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    askanews

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    Reggio Calabria (TMNews) - Estorsioni, usura, droga: erano diversi gli affari criminali gestiti dai 21 esponenti della cosca Maio fermati dai carabinieri di Reggio Calabria. Il potere della cosca di San Martino di Taurianova viene raccontata così da Michele Prestipino, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria: "Non c'è settore dell'economia di zona che non sia toccato dalla mafia; è una presenza oppressiva ma alimentata da patti collusivi". Durante l'operazione contro la 'ndrangheta sono state notificate anche 5 ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettante persone accusate di coltivazione, detenzione e spaccio di marijuana e vicine ai clan.