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7 arresti per droga e prostituzione nella 'Dolce vita' riminese

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Un menù completo, a base di droga e belle donne, quello che in un noto locale riminese veniva proposto e servito ai clienti. Dopo le pietanze, infatti, molti degli habitué chiudevano la propria serata all'interno del ristorante consumando cocaina e marijuana, che gli veniva addirittura portata al tavolo, o facendo sesso a pagamento. Centinaia le dosi di stupefacente sequestrate, 180 euro il prezzo che i clienti spendevano a testa per il servizio a tavola. Questo è quanto emerge dall'attività investigativa della squadra mobile di Rimini, iniziata nel febbraio 2010 attraverso pedinamenti, controlli e intercettazioni ambientali, che ha portato stanotte, con il supporto dell'unità cinofila della questura di Ancona, all'arresto di 7 persone. A capo di tutto il 42enne Fabrizio Casadei, per gli amici Bicio, che gestiva la sala di un ristorante in Via Vespucci, frequentato dalla "bella vita"riminese. Politici, imprenditori, giocatori di calcio, circa 10 i consumatori consueti segnalati come assuntori, che abitualmente dopo una certa ora si ritrovavano nel locale per cenare e divertirsi. Chiave dell'operazione, denominata "Dolce vita" in onore del regista riminese e dello spacciatore che riforniva la droga a Bicio, il 31enne napoletano Salvatore Bove, ribattezzato dal suo cliente "Salva vita". Bove, insieme ad un 47enne siciliano, Sebastiano Raia, ha condotto le forze dell'ordine ai propri clienti, fra cui Bicio. A quel punto tutta l'asse delle indagini si è poi spostata all'interno del locale di Marina centro. Qui l'attività illecita fruttava molto sia ai due meridionali che al Riminese Casadei che aveva a sua volta allargato lo spaccio anche ad altri fornitori: Di Micco Giovanni, 45enne napoletano, Myrtaj Algad, albanese 30enne, il connazionale Aliaj Anteo, 24enne, il rumeno classe 1967 Tenchiu Ioan. Il titolare del locale, noto imprenditore riminese, pienamente consapevole di ciò che accadeva nella prorpia attività e cliente degli stessi spacciatori, è finito nel registro degli indagati. Al locale in futuro potrebbe essere posti i sigilli. Tutti gli arrestati si trovano al carcere Casetti di Rimini e dovranno rispondere di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Casadei, direttore di sala del locale, inoltre è accusato di induzione e favoreggiamento alla prostituzione . L'altro complice, Di Micco, durante l'arresto è stato trovato con un pistola e quindi è incriminato anche per detenzione d'arma da sparo. Soddisfazione per il Capo della squadra Mobile di Rimini Nicola Vitale e del Questore Oreste Capocasa. 

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