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    Reggio Calabria, false prove su inchieste: arrestato poliziotto. Presi anche la moglie e un complice, accusati di truffa

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    askanews

    per askanews

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    Un poliziotto, la moglie e un complice fingevano di avere notizie fondamentali su inchieste giudiziarie e poi cercavano di venderle agli indagati o ai loro familiari. I tre, arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, hanno tentato di estorcere denaro nei modi più disparati: hanno chiesto 10mila euro alla moglie di Alessandro Marcianò, imputato per l'omicidio di Francesco Fortugno, in cambio di prove, false, che lo avrebbero scagionato; 50mila euro al padre di Gianluca Congiusta, ucciso a Siderno, per impedire la scarcerazione del mandante del delitto.La truffa che ha fatto scattare le indagini, però, è quella nei confronti di Orsola Fallara, dirigente del Comune di Reggio Calabria, suicidatasi lo scorso dicembre a cui mandarono una lettera con il frontespizio di un ordine di arresto nei suoi confronti e chiesero soldi per darle più informazioni. Lei e il fratello denunciarono tutto. L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria Ottavio Sferlazza.I tre per rendere credibili le loro false prove usavano timbri e carte intestate alla Questura.