Fanghi e acque non depurate nel Tirreno: due arresti a Paola. Inchiesta su smaltimenti illeciti, coinvolta società Smeco

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Frode in fornitura, illecito smaltimento dei rifiuti e disastro ambientale: sono i reati contestati a Domenico Albanese, amministratore delegato della Smeco, società che gestisce la depurazione nel Tirreno cosentino, e Jessica Plastina, dipendente della stessa società. I due sono stati arrestati nell'ambito di un'indagine, che dura da tre anni, sull'inquinamento marittino estivo. Bruno Giordano è procuratore capo di Paola.Gli inquirenti hanno accertato che migliaia di tonnellate di fanghi reflui e acque non depurate, che dovevano essere smaltiti in appositi centri, venivano invece gettati direttamente a mare, in alcuni casi interrati nei torrenti e trascinati dai fiumi in piena. La procura contesta agli arrestati anche la violazione della legge sullo smaltimento dei rifiuti speciali e il disastro ambientale.Gli accertamenti effettuati sui campioni hanno dimostrato l'inquinamento del fondale marino, che ha soffocato la flora e determinato condizioni di pericolosità per l'uomo, con la balneazione a rischio.

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