David Rieff: interventi umanitari sopravvalutati, non amo Strada. Lo storico americano: si deve per forza collaborare con i mostri

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Intorno agli interventi umanitari c'è troppo romanticismo e quello che fanno le ong è decisamente sopravvalutato. Ne è convinto, e ne ha scritto spesso, lo storico e polemista americano David Rieff, che è intervenuto nei giorni scorsi al festival Internazionale a Ferrara."Non è ragionevole - ci ha detto Rieff - aspettarsi che le organizzazioni umanitarie si facciano carico dell'intero fardello delle ingiustizie sociali, dello State building, della riorganizzazione economica di un Paese".L'analisi di Rieff, poi si fa più articolata e problematica."Un operatore per i diritti umani - ha aggiunto lo storico - è per definizione una sorta di fondamentalista della legge sui diritti umani. Ma quando, come alcuni attivisti pro palestinesi hanno fatto, si comincia a dire che le bombe sugli autobus israeliani si possono capire ecco che non si discute più di diritti umani, ma solo di guerra".Altro punto centrale per capire il problema sono i compromessi."Se sei un operatore umanitario nel Sud Sudan - sottolinea David Rieff - tu devi collaborare con dei mostri, e collaborare con i mostri è il tuo lavoro, ovviamente nell'interesse delle popolazioni che cerchi di aiutare. Non puoi essere un fondamentalista, devi essere pragmatico".Per questo Rieff non ama Gino Strada."Io credo - spiega - che l'aiuto umanitario sia sostanzialmente un palliativo, credo che se si vuole cambiare il mondo bisogna intraprendere azioni di altro tipo. Per questo non ho assolutamente alcuna simpatia per Gino Strada e la sua versione dell'aiuto umanitario che crede che il suo operato sia la leva di Archimede per fermare le guerre. E' spazzatura".

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