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    Gipi racconta "L'ultimo terrestre": Tutti vogliono essere amati. Il regista e fumettista: non ho nessuna fiducia nel realismo

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    askanews

    per askanews

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    Un film visionario che unisce temi fantascientifici e riflessioni sull'Italia contemporanea, oltre a molti altri, forse addirittura troppi, spunti di riflessione. "L'ultimo terrestre", il primo film del fumettista Gian Alfonso Pacinotti, in arte Gipi, è un'esplosione di energia, difficile da riassumere, ma forse no, e potrebbero bastare solo cinque parole. Gli alieni, dopo tanto clamore nel cinema hollywoodiano, qui arrivano in sordina, quasi nell'indifferenza. Ma portano qualcosa di molto importante. Una delle qualità principali de "L'ultimo terrestre" è la sua forza visionaria, e Pacinotti, con la consueta franchezza, dà la propria personale valutazione sullo stato del cinema nostrano. Gipi, comunque, non considera definitivo l'addio al disegno, e anche nel suo cinema ha trasportato sensibilità e letture che provengono, come la storia su cui è basato il film, dal mondo dei fumetti.