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Ecco come si lavora ad Arrai, la tv che dà voce a Gheddafi. Il boom della rete siriana, un'azienda a conduzione familiare

6 anni fa151 views

Nella elegante periferia di Damasco, in Siria, sono ospitati gli studi televisivi di Arrai, la tv araba che sta vivendo un boom di popolarità da quando è diventata il megafono mediatico di Gheddafi, ospitando quasi in esclusiva i suoi messaggi audio. Una rete piccola, a conduzione familiare, che sta facendo tremare al Jazeera: fondata da Michane al-Joubouri, un ex deputato iracheno, Arrai è diretta da sua figlia. "Noi siamo una tribuna libera - spiega Hawazen al-Joubouri - Tutti possono prendere la parola, senza però insultare. Siamo la televisione che dà voce all'opinione di tutti".La ricetta del successo è semplice: i telespettatori intervengono, garantiti dall'anonimato, una presentatrice anima il dibattito e sullo sfondo scorrono immagini violente che le altre tv non mandano in onda. In questi mesi a intervenire sono soprattutto i sostenitori di Gheddafi, ha spiegato la conduttrice Yarah Saleh. "Alcuni interventi sono violenti - spiega - Si tratta di una minoranza che va in collera quando vede le immagini che nessuno osa trasmettere". Per il patron al-Joubouri dare la parola a Gheddafi è prima di tutto un modo di protestare contro la Nato e ogni forma di ingerenza esterna. Rifugiato in Siria dall'Iraq, si rappresenta come un difensore di tutte le rivoluzioni arabe. Ma la sua rete, ospitata nei giardini della sua villa monumentale, non fa mai il minimo accenno alla repressione in Siria. 'Così come Al Jazeera non parla mai del Qatar - ha spiegato al-Joubouri - neanche Arra interviene negli affari siriani'.