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    Festivaletteratura, Finkielkraut: i libri spiegano la realtà. "Servono per sconfiggere le letture sommarie del mondo"

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    askanews

    per askanews

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    "Proust diceva che la letteratura è la vera vita finalmente scoperta e chiarita". Si parte da qui per entrare nell'ultimo libro del grande filosofo francese Alain Finkielkraut, "Un cuore intelligente" edito da Adelphi, e presentato anche al Festivaletteratura di Mantova. Un testo che, partendo dalla lettura di romanzi contemporanei, apre scenari di enorme fascino e profondità sulla forza morale della letteratura. "Se sappiamo qualcosa sull'amore, sull'odio, o sui sentimenti in generale - ci ha detto Finkielkraut - questi sono stati portati al linguaggio dalla letteratura".Finkielkraut scrive di Kundera, di Camus, di Philp Roth e nei suoi saggi svela la lezione per molti versi "segreta" che è contenuta nei grandi libri. E la riflessione poi si estende a un ragionamento più vasto, che arriva a toccare le corde profonde dalla società moderna. Secondo Finkielkraut, infatti, ciò che è altro dalla letteratura trae forza proprio dall'essere comunque una forma di narrazione. "Non abbiamo bisogno della letteratura - spiega il filosofo - per imparare a leggere, ma ne abbiamo bisogno per sottrarre il mondo alle letture sommarie". "La realtà - aggiunge il filosofo - ci viene nascosta da molti sipari di storie e leggende, e la letteratura serve proprio a spalancare questi sipari e a decostruire quella 'letteratura spontanea' nella quale noi viviamo".Finkielkraut non crede all'uso relativista di parole come "realtà" e "verità" e ribadisce il ruolo dei grandi libri. Una lezione che è certamente culturale, ma anche potentemente morale e filosofica.