Vino, la contraffazione cinese colpisce i Grands Crus francesi. Grandi etichette replicate in ogni minimo dettaglio

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Milano, 10 ago. (TMNews) - Ci mancava anche il vino. Dalla Cina arriva un nuovo pericolo contraffazione, questa volta per l'industria vitivinicola europea, soprattutto francese, considerata la più pregiata. Il fenomeno della contraffazione di vino è in forte crescita, così come lo è il suo consumo, più per status sociale che per reali capacità di distinguere e apprezzare un vino di pregio da uno scarso. E capire se una bottiglia è falsa è impresa ardua, come spiega questo rivenditore. "Sull'etichetta c'è scritto Lafite, la bottiglia è la stessa, ma in alto c'è un marchio dorato che differenzia il vero dal falso. Solo grazie a questi piccoli accorgimenti, solo per esperti, è possibile individuare un vino contraffatto. Ormai tutti i dettagli sono riprodotti in modo minuzioso". In Cina continuano a fiorire i saloni del vino e gli espositori non esitano a promuovere in tutto il Paese le etichette contraffatte, come Chateau Lafite. Ma c'è falso e falso, come spiega questo importatore di vino. "Ci sono delle copie scarse e altre di alta gamma, meglio realizzate: generalmente vengono riempite le bottiglie dei grands crus. Magari tracce di un Bordueax reale si possono anche trovare ma solo in quantità infinitesimale"Difficile immaginare quanto costerà la contraffazione cinese ai grandi produttori di vino. Al momento la Cina consuma solo un litro di vino l'anno a testa, ma da quai al 2014 diventerà il sesto consumatore mondiale.

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