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Delta del Niger, Shell: bonificheremo ma non è solo colpa nostra. Compagnia anglo-olandese risponde all'Onu sull'inquinamento area

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E' importante sottolineare che stiamo prendendo molto seriamente il rapporto del Programma Ambiente delle Nazioni Unite.Comincia così l'intervista al direttore della Shell Mutiu Sunmonu sul dramma ambientale del Delta del Niger, devastato da 50 anni di estrazioni petrolifere. La compagnia anglo-olandese è tra i più grossi operatori di questo territorio dove la gente è costretta a vivere in una terra contaminata, con acqua piena di agenti cancerogeni. Il duro rapporto dell'Onu ha inchiodato alle responsabilità la Shell che promette di intervenire ma che dietro le dichiarazioni di intenti comincia a scrollarsi di dosso parte delle proprie colpe.Penso che sia giusto dire che la Shell non è l'unica compagnia petrolifera che opera nella terra degli Ogoni - sottolinea Sunmonu - E' importante sapere che noi abbiamo due impianti che passano su questo territorio che sono costantemente attaccati da sabotatori e ladri di greggio: un terzo della produzione di petrolio va perso.Oltre il 70 per cento delle perdite - rincara la dose Sunmonu - è dovuto a sabotaggiMister Sunmonu assicura che la sua azienda collaborerà con tutti gli stakeholders per bonificare la terra degli Ogoni il più velocemente possibile. In concreto tra 30 anni queste popolazioni, se sopravviveranno, potranno avere acqua potabile e terreni fertili da coltivare.

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